sciopero 20 maggio

Sciopero scuola. Decisa una nuova data: 20 maggio, intera giornata

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È stata anticipata al 20 maggio la data di effettuazione dello sciopero annunciato nel corso della manifestazione del 28 aprile in piazza Montecitorio e che coinvolgerà, per l'intera giornata, tutto il personale della scuola (docenti, personale Ata, dirigenti). Lo hanno deciso questa mattina i segretari di Flc CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola e SNALS Confsal; la scelta ha tenuto conto che il 23 maggio si ricorderà in tutta Italia il tragico evento della strage di Capaci e che saranno numerose le iniziative di commemorazione promosse nelle nostre scuole. Le motivazioni dello sciopero, legate al mancato avvio delle trattative per il rinnovo del contratto e alle numerose emergenze del settore, soprattutto quelle legate all'applicazione della legge 107, saranno illustrate in modo dettagliato in una conferenza stampa che i sindacati convocheranno nei prossimi giorni. (Roma, 2 maggio 2016)

Concorso docenti, dal TAR Lazio sui ricorsi una giustizia disuguale?

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Lascia esterrefatti la decisione del TAR Lazio, che ha fissato per il 19 maggio l’udienza in cui si pronuncerà sulle richieste di ammissione in via cautelare alle prove d’esame di molti ricorrenti che hanno impugnato la loro esclusione dal concorso per la docenza. Peccato che a quella data le prove saranno state in gran parte già effettuate, con danno irreparabile per i diretti interessati, che paradossalmente potrebbero vedere accolta la loro richiesta ma non potersene concretamente più avvalere. Un’autentica beffa si aggiungerebbe così al gravissimo danno subito.
A rendere ancor più inaccettabile la decisione del TAR è il fatto che risulti esattamente opposta a quella assunta per altre richieste analoghe, presentate da ricorrenti ai quali sarà invece consentito partecipare cautelarmente alle prove concorsuali. Ma c’è di più: sulle motivazioni di quei ricorsi, il TAR ha ritenuto di sollevare questione di legittimità costituzionale. Per questo risulta del tutto inspiegabile, oltre che intollerabile, la disparità di trattamento riservata ad altri ricorrenti che si trovano nella stessa identica situazione, ma saranno invece esclusi dalla partecipazione alle prove.
È lecito chiedersi che cosa possa aver determinato un così plateale capovolgimento di decisioni: pesa forse la preoccupazione che il Ministero non sia in grado di reggere organizzativamente un afflusso di ricorrenti considerato eccessivo? Se questa fosse la ragione, ci sarebbe da gridare ancor più allo scandalo, perché non è con una giustizia disuguale che si può rimediare a eventuali inefficienze o incapacità di un’amministrazione.
Si ponga subito rimedio a una situazione di così palese ingiustizia, non si può accettare che su casi identici vengano usati due pesi e due misure.

Roma, 21 aprile 2016

Maddalena Gissi, segretaria generale Cisl Scuola

Gissi: sul personale ATA il MIUR tra latitanza e intimidazioni

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Non sono certo queste le risposte che un ministero deve dare. Lascia sconcertati la fatica con cui si riconosce, nella nota MIUR 10073 del 14 aprile sulle supplenze ATA, quello che il buon senso darebbe per scontato, e che alcuni uffici scolastici avevano già riconosciuto come normale prassi da adottare: si può sostituire il personale che cessa per pensionamento, o per morte. A patto – e qui lo scrupolo del Ministero si fa quasi maniacale – che il pensionato, o il deceduto, fossero davvero utili e necessari al funzionamento del servizio, e pertanto il loro venir meno renda “irrimediabilmente compromesso il regolare funzionamento dell’istituzione scolastica”, e che la non sostituzione possa “configurare un’interruzione di pubblico servizio”. Le cause oggettive di tale impossibilità di funzionamento, conclude la nota, devono essere descritte dettagliatamente nel provvedimento con cui il dirigente scolastico eventualmente decidesse (verrebbe da aggiungere: con audacia e supremo sprezzo del pericolo) di nominare un supplente.
Quando si dice “dalle parole ai fatti”: Governo e Ministro non perdono occasione per magnificare quanto starebbero facendo per la scuola, ma i loro uffici sfornano note che sarebbero comiche, se non testimoniassero qual è il clima, talvolta di vera e propria intimidazione, in cui la scuola molto spesso si trova a vivere e governare la sua autonomia. Autonomia pomposamente declamata, ma costretta nei fatti a muoversi con scarsità di risorse e vincoli ai limiti dell’assurdo.

Mobilità 2016/17, firmato il contratto. Nessuna modifica al testo sottoscritto a febbraio

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Firmato il CCNI sulla mobilità, confermata in ogni sua parte l’ipotesi di accordo sottoscritta il 10 febbraio scorso. Tempi un po’ più lunghi rispetto alle attese, il che da più parti era stato letto come preludio a una bocciatura dell’accordo, non si capisce se temuta o auspicata. Il dubbio scaturisce dagli atteggiamenti ai limiti della schizofrenia che si sono registrati a partire dalla sottoscrizione dell’intesa di febbraio. Subito contestata in quanto “avallo sindacale” ai contenuti della legge 107, è stata successivamente giudicata, talvolta a opera degli stessi commentatori, del tutto insostenibile e destinata a cancellazione perché irrispettosa di quella stessa legge che prima si sosteneva avesse avallato.
Splendidi esempi di coerenza, serenità e linearità di giudizio, rispetto ai quali qualcuno dovrebbe, se non vergognarsi, provare almeno un briciolo di imbarazzo.
Per quanto ci riguarda salutiamo con soddisfazione la positiva conclusione dell’iter di verifica, al quale seguirà immediatamente l’avvio delle procedure applicative del contratto, sul quale ribadiamo il nostro giudizio ampiamente positivo. Non risolve, né avrebbe potuto farlo, tutti i limiti e gli errori di una legge da noi fortemente contestata, ma ne attenua in buona misura l’impatto, soprattutto salvaguardando quanto più possibile il mantenimento della titolarità su singolo istituto e non su ambito.
Per quanti a causa della legge 107 - e non delle intese sulla mobilità - si vedranno assegnare una titolarità di ambito, il contratto lascia aperta la via di una sequenza contrattuale nella quale puntiamo a ottenere garanzie di massima oggettività e trasparenza delle procedure di affidamento di incarico.
È in questo modo, rivendicando e praticando attivamente gli spazi di negoziato e contrattazione, che si tutela concretamente e non a parole chi lavora nella scuola: ancora una volta la nostra azione produce risultati utili a lavoratrici e lavoratori, che sanno di poter contare su di noi e che troveranno anche nelle prossime settimane, presso le nostre sedi, un efficace supporto nel misurarsi con procedure cariche di non poche novità.
Assistenza e consulenza sulle domande di mobilità, come già avvenuto per le assunzioni e per i concorsi, sono occasioni di impegno e fatica per le nostre strutture, ma anche una preziosa opportunità di dialogo, di confronto e di diretto contatto con le persone, i loro problemi e le loro attese.
Sono questi i presupposti essenziali di un’azione sindacale davvero efficace, di un modo di fare sindacato che contraddistingue da sempre l’identità e i comportamenti della nostra organizzazione.

Roma, 8 aprile 2016

Maddalena Gissi, segretaria generale Cisl Scuola

"E' il nostro lavoro che fa la scuola", al via la petizione unitaria

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Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals Confsal promuovono una raccolta di firme in tutte le scuole, attraverso iniziative territoriali in vista dell'assemblea nazionale delle RSU già annunciata per il 28 aprile; in questo modo il mondo della scuola renderà visibile la richiesta di investire sulle professionalità, adeguare gli stipendi, riconoscere autonomia e funzione sociale dell’insegnamento, stabilizzare il lavoro, assicurare parità di condizioni economiche e normative ai lavoratori precari.
Le firme raccolte saranno consegnate alla Presidenza del Consiglio in occasione della manifestazione nazionale.
Questi gli obiettivi principali della mobilitazione del personale della scuola, per rivendicare il diritto al rinnovo contrattuale e un adeguato riconoscimento del proprio lavoro:
affermare il diritto a condizioni di lavoro certe entro cui possano esprimersi professionalità di alto profilo, attente alle innovazioni, impegnate nello sviluppo e nella crescita di milioni e milioni di studenti;
sostenere il diritto al lavoro di migliaia di giovani aspiranti docenti ignorati dal piano straordinario di assunzioni;
ridare piena efficienza all’area dei servizi e riconoscimento al personale ATA;
ricondurre a regole trasparenti, chiare e contrattate le procedure di affidamento di incarico ai docenti titolari di ambito.
Gli insegnanti, il personale amministrativo, tecnico e ausiliario, i dirigenti scolastici scelgono ancora una volta una mobilitazione nazionale con cui sbloccare un contratto fermo da otto anni, sostituito impropriamente da leggi che, come la legge 107, danno risposte sbagliate a problemi da tempo irrisolti, riducono spazi di collegialità e partecipazione, puntano a spezzare i tradizionali legami di solidarietà tra lavoratori, mettono a rischio il rapporto di fiducia tra scuola e società.
Il personale della scuola si propone come protagonista attivo ed essenziale di processi di autentica innovazione e chiede un riconoscimento adeguato dell’impegno e della professionalità spesi ogni giorno per assicurare a studenti e famiglie la migliore qualità dell’azione educativa.
In questa prospettiva si ribadisce la necessità di apportare modifiche alla legge 107 in quelle parti che, mentre non producono alcun miglioramento del servizio, stanno creando nelle scuole e negli operatori tensioni e incomprensioni.

Bonus docenti, una nota che delude le aspettative rispetto a una possibile gestione partecipata delle procedure

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La nota 1804 del 19 aprile 2016, con cui il Capo Dipartimento Istruzione fornisce indicazioni sulle procedure di attribuzione delbonus per la valorizzazione professionale dei docenti, delude le aspettative suscitate dal confronto che si è svolto in queste settimane col MIUR, dopo che nell'incontro del 16 marzo scorso le posizioni assunte da sindacati e Amministrazione erano apparse inconciliabili. In seguito si erano invece aperti spiragli per individuare modalità utili a favorire una gestione improntata alla condivisione dei percorsi e a un coinvolgimento di tutte le istanze partecipative della comunità scolastica, sia sul piano professionali che su quello delle relazioni sindacali.
Resta invece, nella nota 1804, solo un vago e generico accenno all'esigenza di attivare "un coinvolgimento della comunità scolastica nel suo complesso": troppo poco per poter lasciare soddisfatto chi, come la Cisl Scuola, si è speso molto per rimuovere in premessa i tanti rischi di possibile conflitto e contenzioso nelle scuole.
Di fatto si è persa l'occasione di valorizzare forme di partecipazione che continuano a essere considerate come indebite ingerenze o elementi di freno ai processi di innovazione, quando in realtà sono fattori importanti per la costruzione di un "buon governo" delle istituzioni scolastiche nel segno di una comune assunzione di responsabilità da parte di ogni sua componente. A questa finalità sono ricondotte in modo esplicito, nell'art. 3 del contratto nazionale di lavoro, le stesse relazioni sindacali.
Presumere di poter prescindere da esse è il grave limite politico che anche in questa circostanza emerge nei comportamenti e nelle decisioni del MIUR, improntati a una sostanziale chiusura che non giova alle scuole e a chi le dirige, lasciato da solo a fare i conti con le ambiguità e le contraddizioni di norme così controverse.
Sulla nota del MIUR la Cisl Scuola ha diffuso insieme alle altre organizzazioni sindacali una nota unitaria di commento.

nota 1804 del 19 aprile 2016

nota unitaria

Personale impegnato per le prove concorsuali, chiesto incontro al MIUR

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La Cisl Scuola, insieme alle altre organizzazioni sindacali, ha inviato al Direttore Generale del Personale una richiesta di un incontro di informativa che affronti in particolare la natura dell’impegno aggiuntivo alle ordinarie attività d’istituto del personale scolastico coinvolto nelle operazioni di vigilanza, sorveglianza, assistenza tecnica, presidenza, coordinamento e in generale di gestione amministrativa della prova. Considerata la ristrettezza dei tempi che separano dall'effettuazione delle prove concorsuali, si è chiesto che l'incontro avvenga con la massima urgenza.

Nota unitaria

Nuovi comparti e aree di contrattazione, per la Cisl e le federazioni di categoria un risultato importante che apre ai rinnovi contrattuali

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Dopo la sottoscrizione dell’intesa all’ARAN sui nuovi comparti contrattuali, le Federazioni che organizzano all’interno della Cisl il lavoro pubblico (Cisl Scuola, Cisl-Fp, Cisl Università, Fir-Cisl, Fns-Cisl, Cisl Medici) hanno diffuso, insieme alla Confederazione, la seguente nota in cui esprimono soddisfazione per la conclusione di un confronto al cui buon esito la Cisl ha dato un contributo determinante.

Con la firma dell’ipotesi di CCNQ per la definizione dei comparti di contrattazione e delle relative aree per il triennio 2016-2018 sono state individuate le nuove regole per la creazione dei nuovi comparti ed aree di contrattazione nel pubblico impiego. Si completa, con questa intesa, la messa a punto del quadro di riferimento entro cui svolgere le trattative per i contratti del lavoro pubblico, fermi da ormai troppo tempo e al cui rinnovo chiediamo che si proceda immediatamente. Ora il Governo, non avendo più l’alibi delle nuove regole da definire, avvii le trattative e si impegni a rendere disponibili le risorse necessarie per rinnovi contrattuali che non possono certo rimanere costretti da quanto consentono gli stanziamenti irrisori previsti nella legge di stabilità. Solo dotandoli di adeguate risorse i contratti possono diventare anche strumento fondamentale di sostegno ai processi di innovazione in ogni settore delle pubbliche amministrazioni e del lavoro pubblico.

L’intesa sottoscritta all’ARAN prevede quattro comparti e quattro aree che aggregano rispettivamente i dipendenti e i dirigenti delle Funzioni Centrali, Funzioni Locali, Istruzione e ricerca, Sanità.

Area V - Esito negativo tavolo negoziale ipotesi Contratto integrativo

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In data 16 marzo 2016 all'incontro con il Direttore Generale la trattativa sulla ipotesi del nuovo CIR, a seguito dei rilievi U.C.B del Mef, si è conclusa negativamente.
Le OO.SS unitariamente non hanno ritenuto di firmare il Contratto. ( Non ha firmato neanche l'ANP)
L'Amministrazione procederà con l'atto unilaterale dopo confronto con il Mef.

Vertenza Area V, resta aperta la procedura di conciliazione

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Resta aperto il tavolo riunito il 10 marzo al MIUR per le procedure di conciliazione e di raffreddamento inerenti la mobilitazione dell'area V dei dirigenti scolastici. Questa è la decisione assunta dalle organizzazioni sindacali Flc CGIL, Cisl Scuola, UIL Scuola e Snals Confsal. L'inadeguatezza dei livelli retributivi, la sottrazione di risorse dedicate a fronte di molestie burocratiche, la valutazione e il reclutamento non hanno ancora trovato risposte certe e adeguate, al contrario di quanto affermato nel comunicato stampa diffuso dal MIUR la sera prima della nostra manifestazione.
Nonostante gli elementi di chiarimento forniti dal Gabinetto del Ministro mancano ancora strumenti e garanzie tali da consentire la chiusura della conciliazione. Particolarmente lunga e complessa la realizzazione degli impegni, fin qui solo dichiarati, per reperire le risorse finanziarie necessarie a ripristinare le somme indebitamente sottratte.
I sindacati restano in attesa degli esiti delle nuove interlocuzioni tra l'ufficio di Gabinetto e il Ministro. Le prime occasioni in cui tali esiti potrebbero essere forniti sono due: l'incontro già in calendario sulla ripartizione del fondo unico nazionale 2015/16, su cui calerà comunque la scure del recupero di parte delle retribuzioni legittimamente erogate per il 2011-2012 e l'incontro tecnico sul reclutamento, sulla valutazione e sul risultato connesso.
La mancata chiusura della conciliazione consente di mantenere alto il livello di attenzione di tutti gli interessati affinché le diverse problematiche trovino una definitiva soluzione in tempi brevi. A tale fine le organizzazioni sindacali stanno valutando nuove azioni di coinvolgimento e mobilitazione che saranno attivate al prolungarsi di tale situazione di stallo.