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“La buona scuola – Facciamo crescere il Paese”

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Documento consegnato alla ministra Giannini in occasione dell’incontro promosso dall’USR Sicilia svoltosi al Liceo delle Scienze Umane “Regina Margherita” di Palermo

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In premessa
La Segreteria Regionale della Cisl Scuola Sicilia in merito al rapporto “La buona scuola – Facciamo crescere il Paese” ha promosso 9 incontri, uno per ogni provincia siciliana, incontrando i Consigli Generali, le RSU e i rappresentanti Cisl Scuola di tutte le istituzioni scolastiche dell’isola. Più di mille quadri di base della Cisl Scuola siciliana hanno partecipato a questi incontri alimentando un confronti ricco di osservazioni, spunti interpretativi, valutazioni di merito. Le Segreterie territoriali sono attualmente impegnate congiuntamente alle altre OOSS in assemblee in orario di servizio per parlare di Buona Scuola direttamente con i lavoratori del comparto. Da questo nostro osservatorio è emerso quanto segue.

Il documento in generale
Documento corposo, ricco di dati e di elaborazioni, offre una visione ampia ma risulta redatto più all’insegna del funzionalismo che della organicità. In questo senso risaltano di più le omissioni rispetto alle dichiarazioni spesso enfatiche. In particolare preoccupa che un documento siffatto manchi di riferimenti utili a definire mission e vision della scuola, collegando l’idea di scuola all’idea di società. Sotto l’aspetto più segnatamente tecno-politico emerge con evidenza la poca attenzione alla scuola dell’infanzia, all’orientamento, all’apprendimento permanente, all’educazione degli adulti, nonché la totale dimenticanza di un segmento di personale strategico nella organizzazione della vita scolastica quale è il personale ATA.
Va riconosciuto che il rapporto sta offrendo una occasione di riflessione di ampio respiro sulla scuola, va sottolineato che l’occasione deve essere vissuta con confronto aperto con l’intero sistema Paese, ma che non può scavalcare ruoli e funzione dei soggetti sociali. Orari di lavoro, formazione in servizio, trattamenti retributivi sono materia che attiene alle prerogative contrattuali ed è in sede negoziale che tali questioni debbono essere discusse e disciplinate.
Sotto questo profilo non può essere irrilevante e ininfluente, anche nel giudizio sulle linee guida, il fatto che contemporaneamente alla loro pubblicazione si mantiene (v, ddl stabilità) il blocco dei contratti del pubblico impiego, togliendo credibilità a un’operazione che si definisce orientata a valorizzare la scuola e il lavoro di tutto il personale.

SABATO 18 MANIFESTAZIONE REGIONALE CISL

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MANIFESTAZIONE 18 OTTOBRE Sarà il Jobs day. A Palermo il mondo del lavoro arriverà da tutta la Sicilia per dare la sveglia a politica e governo regionali. Perché “la vera priorità è il lavoro che non c’è” e l’Isola affonda nell'emergenza economica, sociale e amministrativa.

Saranno 18 testimoni viventi della crisi che in Sicilia non accenna a diminuire, ad alternarsi, sabato 18 a partire dalle 10, sul palco che la Cisl allestirà davanti a Palazzo d’Orleans, sede della presidenza della Regione, a Palermo. Nel capoluogo dell’Isola, a piazza Indipendenza, confluiranno da tutta la Sicilia migliaia di persone per la manifestazione dal tema #Svegliatevi, come recita l’hashtag rivolto dalla Cisl a governo e politica regionali. “Perché in Sicilia “la vera priorità è il lavoro che manca”, scrive la Cisl. La regione affonda in una crisi che è insieme economica, sociale e amministrativa, con un tasso di disoccupazione che tra i giovani di 15-24 anni supera persino il 60%. Ma politica e governo sono sordi alla sofferenza sociale”. “Presidente Crocetta – scrive il sindacato guidato da Maurizio Bernava – sveglia. Il suo governo è senza idee, priorità e strategie, di fronte alla crisi”.
Per la Cisl, sabato 18 sarà il “Jobs day”: il giorno nel quale in cento piazze in Italia tra cui appunto Palermo per la Sicilia, il mondo del lavoro farà sentire la propria voce: per l’occupazione che non c’è. Per politiche straordinarie che attraggano concretamente investimenti e ne aiutino la realizzazione. Per strategie di risanamento e riduzione degli sprechi. Ma anche per un taglio-choc delle tasse, generali e locali. Perché siano cancellate tutte le forme di precarietà, soprattutto giovanile. E, in Sicilia, anche contro una classe politica e dirigente che fin qui ha interpretato il proprio ruolo, in larga parte, come intermediazione per la gestione di affari e non come servizio alla comunità per il bene comune.

FORMAZIONE, RIPARTE LA MOBILITAZIONE DEI LAVORATORI

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Partirà martedì 30 settembre da Ragusa con un sit-in davanti alla sede del Centro per l'impiego, a partire dalle 10, la protesta dei lavoratori della formazione professionale. È la decisione assunta dai sindacati dopo le assemblee di ieri sera, al termine delle quali Cisl Scuola, Flc Cgil e Uil Scuola hanno annunciato una serie di manifestazioni a oltranza dei lavoratori di tutte e tre le filiere, su tutto il territorio siciliano. Nelle prossime ore saranno lanciate iniziative parallele a Siracusa, Palermo e Agrigento, proseguendo in tutte le province e nei luoghi simbolo delle maggiori città. “Il presidente Crocetta continua a fare proclami, ad annunciare riforme dell'intero comparto e nel frattempo non è capace di adottare le soluzioni urgenti, straordinarie ed eccezionali, necessarie per pagare le mensilità arretrate dei lavoratori, che vanno da un minimo di dodici mesi fino a quasi trenta”, spiega Giovanni Migliore, responsabile Formazione della Cisl Scuola. Mancano ancora, lamenta la Cisl, le misure di sostegno al reddito per gli oltre 3 mila lavoratori licenziati e/o sospesi dell'intero settore. “Continuano a non essere avviati i percorsi affidati al Ciapi di Priolo, che avrebbero dovuto assorbire sia i 2.020 lavoratori licenziati o sospesi dagli enti revocati, sia i 1.753 degli ex sportelli multifunzionali da impegnare nelle azioni di Youth Guarantee”. “A questo disastro si aggiunge nel frattempo, a causa dei ritardi dell'avvio della seconda annualità del Piano Giovani, la sospensione, da parte degli enti di formazione, di tutti gli altri lavoratori, per un accesso alla Cig in deroga che oggi non è finanziata”. Migliore conclude: “Il governo e l'amministrazione continuano a perdere tempo, non strutturano i corsi dell'obbligo formativo e i servizi per il lavoro e non avviano i percorsi della terza annualità. Nel caos più assoluto, invece, il presidente annuncia improbabili riforme”. La Cisl lancia infine un appello a protestare insieme, “a tutti i soggetti che operano nel settore, al mondo dell'associazionismo, al mondo cattolico, ai lavoratori e alle loro famiglie e ai corsisti e alle loro famiglie, in attesa di riprendere i percorsi e per dire basta al massacro degli operatori della formazione professionale”.

#Sbloccacontratto, fai sentire la tua voce. FIRMA ANCHE TU

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Cisl Scuola, Flc Cgil, Uil Scuola, Snals e Gilda avviano una fase di assemblee e di iniziative contro la proposta governativa che prevede, per la scuola, ancora tre anni di blocco del contratto e la cancellazione degli scatti di anzianità in attesa che parta (dopo il 2018) il nuovo meccanismo degli aumenti per merito. Risultato: retribuzioni ferme fino al 2019. Un meccanismo di riduzione che per il triennio 2016-2018 vale oltre un miliardo di euro. E’ una proposta inaccettabile, in contrasto con l’esigenza di riconoscere il valore del lavoro di chi ogni giorno fa funzionare la scuola, riconoscimento propedeutico a qualsiasi processo innovativo; come è inaccettabile il tentativo di regolare per legge diritti, doveri, orario di lavoro e valutazione.

Come prima forma di pressione, Cisl Scuola, Flc Cgil, Uil Scuola, Snals e Gilda lanciano in tutte le scuole e tra tutto il personale la “raccolta firme“ #sbloccacontratto. Seguiranno, se necessarie, altre forme di mobilitazione, sia unitarie sia congiunte con le altre categorie del pubblico impiego. Chiediamo alle lavoratrici e ai lavoratori della scuola di garantire una forte partecipazione a tutte le iniziative che saranno “messe in campo”: senza partecipazione e consenso non sarà possibile rispondere con successo all’ennesimo tentativo di attacco al salario e ai diritti.

Scarica qui il volantino per la raccoltra firme

 

Aggiornamento graduatorie di istituto personale A.T.A. 2014/16

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Pubblicati i decreti relativi all’aggiornamento delle graduatorie di istituto del personale A.T.A. per il triennio 2014/16. Le domande di aggiornamento potranno essere prodotte, in modalità cartacea, entro l’ 8 ottobre 2014. Si coglie l’occasione per chiarire che, nelle more dell’aggiornamento delle graduatorie di istituto, potranno essere conferite supplenze fino all’avente titolo ai sensi dell’art. 40 della legge 449/97. Le suddette supplenze fino all’avente diritto potranno, inoltre, essere attribuite al personale AT.A. di ruolo ai sensi dell’art. 59 del CCNL comparto scuola.

Allegati

#Sbloccacontratto - Firma on line

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E' in corso la raccolta di firme che le strutture territoriali hanno avviato in questi giorni per indurre il governo a non dare seguito all'annunciato blocco dei rinnovi contrattuali e delle progressioni di anzianità.
La raccolta avviene nel corso di assemblee e direttamente in ogni scuola da parte dei rappresentanti sindacali e delle RSU. Le firme raccolte saranno consegnate nel corso di una iniziativa pubblica che si svolgerà a Roma, nella seconda metà di ottobre, a cura delle segreterie nazionali.
La sottoscrizione può essere fatta anche in modalità on-line, seguendo le indicazioni dell'apposita pagina web nella quale verrà aggiornato in tempo reale il numero delle adesioni pervenute, che andranno così a integrare quelle raccolte sui moduli in cartaceo.
Non perdere questa opportunità di far sentire la tua voce: firma a difesa la tua retribuzione e per il rinnovo del tuo contratto di lavoro.

 

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29 settembre / 10 ottobre - In Sicilia incontri territoriali sulla Buona Scuola

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Nove incontri promossi dalla segreteria regionale e dalle segreterie territoriali della Cisl Scuola Sicilia per discutere e valutare la proposta del governo
La segreteria regionale della Cisl Scuola Sicilia, insieme alle segreterie territoriali della regione, ha messo a punto un fitto calendario di incontri che si svolgeranno a partire dal 29 settembre nelle diverse province.
Tema in discussione la proposta del governo sulla Buono Scuola, ma anche le iniziative di mobilitazione messe in atto a livello nazionale e regionale:

dalla categoria in risposta all'annunciato blocco dei rinnovi contrattuali e degli scatti di anzianità
dalla Cisl Sicilia sulle emergenze economico sociali che interessano il territorio dell'intera regione.
Per questo saranno presenti agli incontri, di cui riportiamo sotto il calendario, anche i segretari generali delle UST.

Data                                                    Territorio                                            Sede

29 settembre                                          Enna                               Auditorium Liceo Linguistico                                                                                                                   ore 9,30

30 settembre                                       Caltanissetta                         Auditorium ITIS Mottura                                                                                                                        ore 9,30

2 ottobre                                              Agrigento                             Auditorium IPSAR Gallo                                                                                                                         ore  9,30

3 ottobre                                              Palermo                               ITI Vittorio Emanuele III                                                                                                                       ore 16

6 ottobre                                              Ragusa                                         da definire

 

7 ottobre                                             Siracusa                                        da definire

 

8 ottobre                                            Catania                                          da definire

 

9 ottobre                                            Messina                                         da definire

 

10 ottobre                                          Trapani                                          da definire

Scrima: stabilizzare docenti e personale ata, non basta svuotare le GAE

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Non lavorano soltanto gli insegnanti nel mondo della scuola: è forse il caso di evidenziarlo, nel momento in cui si avvia una discussione su linee guida centrate prevalentemente sulla ridefinizione di aspetti riconducibili all’area della docenza. Un limite che si coglie proprio nella parte più consistente del documento, quella relativa alle assunzioni dei precari inseriti nella GAE, e che costituisce a nostro avviso un elemento di debolezza dentro a una proposta indubbiamente accattivante come quella delle 150.000 assunzioni in un solo colpo.
L’idea che la soluzione definitiva del problema precariato possa coincidere con lo svuotamento delle GAE non regge per almeno due motivi: perché esiste un’area non irrilevante (circa 50.000 persone) di docenti precari non iscritti oggi nelle graduatorie, e perché la stabilizzazione del lavoro deve riguardare doverosamente anche il versante del personale ata, del quale poco o nulla le linee guida parlano.
Il rischio che la proposta del governo corre è di operare una sorta di rovesciamento logico nel momento in cui si assume un problema certamente da affrontare (lo svuotamento delle GAE) e lo si trasforma nel criterio dal quale far discendere sostanzialmente, con un tasso non trascurabile di casualità, la politica degli organici. Politica degli organici a monte della quale non possono stare solo le emergenze da risolvere, ma che presuppone criteri precisi di individuazione del fabbisogno, per il quale va assunto come dato fondamentale la popolazione scolastica, prevedendo per i docenti criteri a valenza generale per la costituzione dell’organico funzionale; inoltre, una scelta esplicita e chiara di coprire con lavoro stabile tutti i posti – sia di docenti che di personale ata - necessari alla scuola per poter funzionare, ponendo così le basi perché la qualità del lavoro la faccia essere davvero “buona scuola”.
Non si dimentichi che le graduatorie a esaurimento più o meno sovraffollate non sono la causa, ma un effetto del troppo esteso ricorso al lavoro precario negli anni trascorsi: un sintomo, e non l’origine, di una malattia che come tutte le patologie conviene combattere con azioni preventive. Fuor di metafora, assumendo alcuni precisi ed espliciti impegni (gli organici necessari, tanto per i docenti che per gli ata, stabilità dei rapporti di lavoro) che vorremmo vedere più puntualmente declinati nelle linee guida del governo Renzi.

Roma, 4 settembre 2014